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RADICI BRUNE
Il percorso evolutivo
di Rinaldo Turati s’è incessantemente svolto entro la cornice
di quel naturalismo lombardo che tanti bei nomi ha dato alla
storia dell’arte, tanto del passato che del presente.....
Dopo la frequenza dell' Accademia di Brera l’artista giungeva
a quei primi risultati che, quantunque ancora da sottoporre
ad un rigoroso processo di decantazione, sono in diretta continuità
con gli esiti della sua ultima produzione. Senza rinunciare
cioè agli stimoli imperiosi provenienti dal suo modo di essere
e dal sentire la propria diretta parentela col mondo contadino,
egli indagò fra le foglie degli alberi, dialogò con la materia
vivente e ne aspirò profondamente gli umori; interrogò la
terra e la esplorò in profondità, alla ricerca di ciò che
non appariva ma che, ciononostante, era. I lavori che ne seguirono,
puntati su questa necessità di andare oltre l’epidermide delle
cose, si resero in qualche modo coerenti con le modalità dell’lnformale:
quello più convincente, quello emozionalmente intenso e ricco
di risonanze evocative che in Italia ha avuto l’apporto di
un artista come Afro di cui Turati era ed è grande estimatore...
La composizione si spogliava delle costrizioni prospettiche
e si faceva invadere dal flusso di una materia pittorica che
alternava zone matericamente dense ad altre fluide e dilavate,
internamente ad uno spazio concepito essenzialmente non come
mero contenitore, ma elemento di trasmissione di emozioni
e suggestioni visive; uno spazio ancora totalmente occupato
dal colore e che pian pianino doveva far posto alla presenza
di ampie zone di respiro, chiare o chiarissime cioè, dove
l’anima e la vista potevano riposare nell’immediatezza di
ciò che poteva apparire come luce, luce costruttiva in grado
di assumersi un dinamico ruolo coordinante rispetto a tutta
la composizione.... Il segno: cosa di cui avevamo sinora taciuto
per l’importanza ancora relativa che esso aveva nella precedente
maniera dell’artista... un segno pittorico, cioè, che non
modificava la natura della superficie pittorica e dello spazio;
semmai, faceva da raccordo fra questi o arricchiva la trama
pittorica con la sua connotazione eccitata e nervosa. Il segno
di cui fa uso oggi Turati è un segno dinamico, scavato direttamente
nella materia, che si sviluppa in varie direzioni, o si avviluppa
in complesse matasse per legare fratture materiche o per spezzare
zone caratterizzate da immota uniformità... Egli è purtuttavia
attratto dalla materia, specie quella organica, di cui tende
ad estrarne le più intime essenze. In tale logica rientrano
le sue serie sugli elementi naturali (splendide raccolte di
opera su carta), oppure quei particolari dipinti in cui sembra
quasi che l’artista voglia condurci in una sorta di viaggio
scandito da penetrazioni del sottosuolo alla ricerca di manifestazioni
di vita organica, invisibile al nudo senso della vista, di
universi inesplorati, luoghi ignoti eppure a noi così vicini....
“Radici brune”, la mostra che qui
presentiamo, offre un’occasione per ammirare gli esiti più
recenti dell’arte di Turati, la sua pienezza espressiva, la
grande maturità raggiunta... La tradizione dell’artista bresciano
affonda le sue radici in quella “linea d’ombra” (così detta
per la sua propensione ad un’arte spesso crudamente realistica,
poco preoccupata di crogiolarsi in contenuti e forme espressive
non strettamente correlati alla nuda “verità” rappresentativa)
espressa fieramente da quella plurisecolare pittura lombarda,
nobile di nascita e popolare per vocazione. Le opere di Turati
emanano una forza espressiva e una capacità di coinvolgimento
in grado di comunicarci e di trasmetterci emozioni e significati
profondi. Forme, colori e segni... ... si combinano in un
insieme unitario rispettandosi e sorreggendosi a vicenda...
I colori calibratissimi, ambrati, interni ad una concezione
tonale ove hanno la possibilità di esprimere e sprigionare
tutto il loro calore, il segno elegante, eccitato e fortemente
inciso, il dinamismo e gli equilibri compositivi, tutto concorre
ad un risultato complessivo che non esitiamo a definire una
versione, fortemente soggettivizzata e intensa, di ciò che
comunemente chiamiamo bellezza.
Franco Migliaccio
RINALDO TURATI
Rinaldo Turati was born in Concesio near Brescia in May
1956. He got his degree at the Art Institute in Gargnano at
first and at Brera Art Academy afterwards. He now lives and
works in Brescia where he supports his pictorial activity
with an intense graphic work, giving particular attention
to incision techniques.
He is teacher and responsible for the evening department of
the Free Academy of Belle Arti in Brescia.
Such has been written about him:
Luciano Spiazzi, Attilio Mazza, Bruno Boni, Paola Carmignani,
Paolo Scirpa, Franco Migliaccio, Giuliana Galli, Anna Grasso
Rossetti, Gianni Pre, Mauro Corradini, Alberto Chiappani,
Fausto Lorenzi.
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